Lidia Maksymowicz Età

Lidia Maksymowicz Età, Nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, è stata una sopravvissuta e una testimone degli orrori dell’Olocausto. Come cavia del famigerato dottore Mengele, l’angelo della morte, fu collocata nella capanna dei bambini, dove i suoi nonni, la madre, le zie e gli zii furono mandati nelle camere a gas.

Lidia Maksymowicz Età
Lidia Maksymowicz Età

La dottoressa Mengele ha inoculato Lidia con virus e soluzione salina durante i suoi tre anni nel “blocco dei bambini” nel campo di concentramento di Bergen-Belsen; gli furono risparmiate le conseguenze delle sue atrocità a causa del suo status di prigioniero di guerra.

“Tutti i bambini sapevano chi era Mengele ed erano terrorizzati da lui”, ricorda la signora Lidia, nata in Bielorussia, del medico e antropologo famoso per i suoi crudeli esperimenti medici ed eugenetici. “Il lavoro della mia vita è raccontare questo piano, e lo devo alle persone che non hanno potuto.

Lidia Maksymowicz aveva due anni quando fu mandata ad Auschwitz-Birkenau, dove il dottor Mengele condusse i suoi atroci esperimenti sui bambini ebrei.

Dopo essere stata invitata a partecipare a una marcia della morte, la madre ha promesso al figlio che un giorno sarebbe tornata per lei. I sovietici liberarono Auschwitz nel gennaio 1945 e Lidia fu data in adozione a una famiglia polacca insieme al resto dei detenuti.

Per lui era scomparsa nel mezzo di una marcia della morte. Tutto cambiò un giorno, nel 1962, quando uno sconosciuto bussò alla sua porta.

L’ospite di ieri, Lidia Maksymowicz, sopravvissuta ad Auschwitz-Birkenau, è stata anche ospite di Rai Tre Che Tempo Che Fa. La donna ha presentato il suo libro ‘La ragazza che non sapeva come odiare’, pochi giorni prima della Giornata della memoria dell’Olocausto (il prossimo 27 gennaio).

A Fabio Fazio l’attivista e scrittore polacco ha detto: “Purtroppo stiamo assistendo alla rinascita dei nazionalismi, dell’antisemitismo. Questo è un momento molto triste”. La mancanza di rispetto di un uomo per gli altri è una cosa triste a cui assistere.

Lidia Maksymowicz Età
Lidia Maksymowicz Età

In futuro, questo non dovrebbe essere il caso. Ogni volta che incontro gli studenti al Museo della Galizia a Cracovia, dico loro: “Guarda, il futuro di questo mondo è nelle tue mani. Dipende da te come sarà questo mondo in futuro”. Per questo motivo, non devi permettere che la storia si ripeta.

“Il futuro di questo mondo è nelle vostre mani”, ha detto ai giovani. Dipende tutto da te. Non si può permettere che tutto ciò che è accaduto in questo luogo si ripeta”.

Come si suol dire, “avrei sofferto molto più di coloro che mi hanno fatto del male se avessi odiato, aspettato la vendetta”, ecc. Un ultimo piano dell’incontro con il Papa: “Il Papa ha baciato il mio numero tatuato nel campo..”..

Per quanto ne so, questo era un memoriale per i bambini che morirono durante la seconda guerra mondiale. E’ stato aggiornato da Davide Giancristofaro:

Nonostante fosse stata portata da piccola ad Auschwitz-Birkenau con la madre e i nonni, Lidia Maksymowicz riuscì a sfuggire alla morte perché divenne una delle “cavie” di Josef Mengele e fu sottoposta a trasfusioni di sangue e altri esperimenti che non ricorda, ma che Riconosce il viso di Mengele.

A Owicim, a pochi metri da Auschwitz, una famiglia polacca la accoglie quando l’Armata Rossa libera il campo. I visitatori per la prima volta in città vedono i volti delle persone incarcerate nel campo responsabili del cattivo odore che si è propagato per miglia; e la giovane Lidia vede per la prima volta una casa completa di letto, lenzuola e cucina.

Sebbene i ricordi di Auschwitz causino dolore a Lidia, ha deciso di condividere il suo piano con quanti più giovani possibile. Quando ho iniziato a raccontare storie, l’ho trovato difficile, ma ora mi viene naturale e spero che venga naturale anche a te quando visiterai il campo domani.

Lidia Maksymowicz Età

Giusto in tempo per il centesimo compleanno di Carol Wojtyla, la giornalista Eleonora sta lavorando a un articolo su di lei e sul suo legame con la montagna per un importante quotidiano nazionale. Per raggiungerlo ha attraversato il paese di Introd in Val d’Aosta, luogo di villeggiatura estivo prediletto da Papa Giovanni Paolo II dagli anni ’80 al 1990.