Lorena Casarini Altezza

Lorena Casarini Altezza, Con un bosco di lecci in cima alla semipiramide di vetro e cemento, a Milano ci sono due grattacieli che spiccano sul resto. Una torre, però, che respirerà con la città e ne diventerà parte viva.

Labics, in collaborazione con Arup e Gad, ha progettato questo concept. Nel lotto compreso tra via Tito Speri e via Massimo D’Azeglio inizierà la costruzione di un nuovo edificio nei pressi di Porta Nuova, scelto da Reale Immobili attraverso un concorso privato ad inviti.

Lorena Casarini Altezza
Lorena Casarini Altezza

Una nuova torre a Milano? Non potevamo fare a meno di chiederci in che modo Torre Womb sarebbe stato diverso dagli altri.

Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori, co-fondatori di Labics, sono stati così gentili da rispondere alle nostre scottanti domande sulle origini della torre e sul perché il leccio è stato scelto come materiale del tetto verde.

Abbiamo immaginato una struttura che potesse cambiare radicalmente il modo in cui le persone vivono e lavorano in ufficio; una struttura dove le componenti naturali del verde, dell’aria e della luce diventano materiali di progetto.

Ogni piano dell’edificio avrà uno spazio esterno vivibile: una terrazza, una loggia, dove rilassarsi tra una riunione e l’altra, dove lavorare all’aperto quando il tempo lo permette, e dove riposarsi tra una riunione e l’altra.

La struttura portante si separa dall’involucro, consentendo di integrare più aria, luce e vegetazione nello spazio interno.

Prendendo una prospettiva urbana, è impossibile dire se le torri siano giuste o sbagliate; alcune città, come Manhattan, hanno una tradizione imponente, mentre altre, come Roma, non ne hanno una perché non si adattano alla genetica della città.

Ci sono molte torri nello skyline di Milano e l’aggiunta di una nuova non farebbe che migliorare l’aspetto della città.

Per concludere, si possono aggiungere un paio di parole al tema del lavoro post-covid del progetto Womb e al suo impatto sulla tipologia della torre degli uffici.

Lorena Casarini Altezza
Lorena Casarini Altezza

L’esperienza covid ha reso necessario un ripensamento dello spazio di lavoro in termini di qualità dell’ambiente in cui si vive e/o si lavora piuttosto che di efficienza.

Due sono i modi per identificare la nuova apertura interna: la muratura piena posata con la tecnica della “demolizione e restauro” e gli intradossi in metallo verniciato, entrambi utilizzati per distinguerli dall’originale.

Le porte preesistenti, chiuse per necessità, sono state tamponate preservando l’apertura architettonica e distinguendo il materiale di finitura, che ora è costituito da calce grossolana.

Utilizzando il legno di castagno è stata realizzata la pergola dei livelli inferiori (quella tipica di questa zona, comunemente usata in tali costruzioni).

La visibilità della pergola era una priorità assoluta, così come preservare l’intonaco originale sulla facciata dell’edificio e assicurarsi che non fosse apposto su pareti adiacenti.

Adiacente alla casa è stata collocata una vasca monoblocco con finitura in gres porcellanato effetto cemento sia all’interno che all’esterno per soddisfare le esigenze del cliente, simile ad un tradizionale abbeveratoio per bestiame.

Prende il nome dalla nuova festa nazionale istituita il 22 aprile dello stesso anno dall’allora luogotenente Umberto II di Savoia, che fissò il 25 aprile – già storicamente data festiva per Venezia e data di fondazione/inaugurazione del ponte – data celebrativa per questi lavori nel 1946, a seguito dei risultati della seconda guerra mondiale, nell’ambito della rimozione dei riferimenti al fascismo.

Luigi Casarini propose per la prima volta l’idea di costruire un ponte che collegasse il centro storico di Venezia con la terraferma nel 1823, ma i primi progetti moderni di tale ponte risalgono al 1830. Tuttavia, i primi studi per l’attuale progetto del ponte ferroviario furono completati in Dicembre 1836 dall’ingegner Tommaso Meduna, con alcune modifiche apportate dagli ingegneri Giovanni Milani e Luigi Duodo.

Lorena Casarini Altezza

Antonio Busetto-Petich, imprenditore austriaco, ricevette l’incarico il 7 aprile 1841, in cambio di una fideiussione di 300.000 lire austriache a garanzia che il contratto sarebbe stato concluso entro quattro anni e mezzo.

La realizzazione del progetto prevedeva anche la posa di un nuovo acquedotto che portasse l’acqua dal fiume Sile al quartiere centrale degli affari di Venezia per risolvere definitivamente i problemi di approvvigionamento idrico della città.