Teresa Vergalli Marito

Teresa Vergalli Marito, Teresa è nata a Bibbiano, un paese in provincia di Reggio Emilia, nell’ottobre del 1927. Proviene da una famiglia povera di contadini e ha un fratello maggiore.

Teresa aveva solo cinque anni quando suo padre, un veterano della prima guerra mondiale, fu arrestato per le sue convinzioni antifasciste.

Teresa Vergalli Marito
Teresa Vergalli Marito

Dopo sette mesi di carcere, l’uomo è stato autorizzato a tornare dalla sua famiglia. Teresa si iscrive al Master di Reggio Emilia e inizia ad aiutare il padre a combattere la resistenza nel 1944.

Tutto è iniziato con una staffetta nel sud dell’Emilia, dove hai portato messaggi e scartoffie, ma hai anche accompagnato capi militari e altre alte autorità. Attualmente è un’insegnante in pensione che ha lavorato presso il Ministero dell’Istruzione. Fu nel 1948 che si sposò con Claudio Truffi.

Dal matrimonio sono nati due figli, Alberto e Corrado, nel 1954 e nel 1957. Teresa e la sua famiglia si trasferirono nella capitale nel 1964.

Per aiutare gli studenti a comprendere la storia di Roma, hai collaborato con organizzazioni culturali locali per stabilire programmi sperimentali che utilizzano risorse archeologiche e artistiche locali per insegnare agli studenti il ​​passato.

Un libro intitolato Storie di una staffetta partigiana, pubblicato nel 2004, racconta il suo tempo nell’esercito. Inoltre, Teresa Vergalli è autrice di Un cielo pieno di nodi.

Giovedì 17 giugno su Rai3 va in onda in anteprima una puntata de Le ragazze con protagonista uno scrittore senza nome. Durante la conversazione è stata raccontata una delle storie di Stefania Casini.

Come ci si sente a essere privati ​​della propria libertà? Leggere un libro che ti piace, esprimere la tua opinione, spostarti da una città all’altra e promuovere i diritti contro i capi sul trattamento e sul compenso sul lavoro sono tutti esempi di libertà.

E se non avessi l’opportunità di andare a scuola, un vantaggio che era disponibile solo per pochi eletti della mia generazione? Queste piccole e grandi conquiste e liberazioni sono qui simboleggiate dal 25 aprile».

Da quando è nata nel 1927, Teresa Vergalli li ha chiamati “i boss”, termine che usava come partigiana durante il movimento di resistenza. I contadini della Val d’Enza in Emilia-Romagna, comunità di miseria in cui l’unico sostentamento veniva dalla propria raccolta, avevano un’antica consapevolezza di essere nati dalla parte sbagliata della storia.

Poi c’erano l’aristocrazia e la gente comune. Le donne, invece, “come diceva mia madre, erano meno importanti dei gatti”, aggiunge.

Avere l’opportunità di parlare con una persona che era presente durante il periodo di tempo in questione è un modo potente per conoscere il passato in un modo che non è disponibile nei libri di storia della scuola.

Teresa Vergalli Marito
Teresa Vergalli Marito

Fu un periodo molto difficile per il nostro Paese dopo l’8 settembre 1943, data in cui l’Italia e gli Alleati firmarono l’armistizio, quando fummo costretti alla lotta partigiana per liberarci dall’oppressione fascista. Naturalmente, Teresa ha ricordi vividi di quelle prove.

Prende una foto di se stessa e dei suoi amici a scuola ed esplode in un flusso di parole: “Un giorno, all’improvviso, mi hanno detto che non potevo più andare a scuola.

Quando sono avvenuti gli attentati, ero al secondo anno di istituto magistrale e non avevo modo di sapere se e quando avrei rivisto qualcuno dopo quel punto.

Uscire di casa era pericoloso, quindi mio padre mi consigliò di restare a casa e continuare la mia educazione. Con le scuole chiuse e il suono delle bombe che risuonavano, non riuscivo a pensare a nient’altro come a un ragazzo di 16 anni.

Avevamo sulla nostra pelle l’avversione per la violenza e l’oppressione che stavamo vivendo, comprese le retate, i saccheggi, gli incendi e le uccisioni pubbliche. L’antifascismo era la norma e la nostra coscienza era alimentata da questi sentimenti.

Sono passati 95 anni da quando Teresa è nata nella provincia reggiana di Bibbiano, nel nord Italia. Questa famiglia di contadini aveva già preso importanti impegni politici e civili quando l’incidente avvenne nell’ottobre del 1927.

Come soldato nella prima guerra mondiale, il padre Prospero fu perseguitato dal regime fascista per il suo attivismo politico e il sostegno alle cooperative nelle zone rurali.

L’arresto di suo padre e la successiva amnistia avranno un enorme impatto sulla vita di Teresa; tuttavia, sarà sollevata dal fatto che verrà liberato. Al fine di garantire che abbia un’esperienza educativa completa, sua madre, Catherine, farà di tutto per assicurarsi che lo faccia.

Teresa Vergalli Marito

È durante gli studi magistrali di Vergalli per diventare insegnante che improvvisamente scoppia la seconda guerra mondiale sulla scena mondiale. La sua visione della vita sta per cambiare drasticamente.