Alessandro Haber Malato

Alessandro Haber Malato, In questo viaggio emotivamente carico, l’autore incoraggia efficacemente lo spettatore a entrare in empatia con le contraddizioni del protagonista mentre perde le sue capacità logico-analitiche e diventa incapace di distinguere tra realtà e finzione.

Alessandro Haber Malato
Alessandro Haber Malato

Secondo il regista, il testo è uno degli elementi più importanti della drammaturgia europea contemporanea di oggi. Parte della trilogia comprende anche i film “La madre” e “La figlia”.

Alessandro e Lucrezia sono stati subito affascinati dall’argomento dello spettacolo non appena ne hanno sentito parlare. A causa delle condizioni del malato di Alzheimer, il materiale è stato scritto in modo accessibile a un vasto pubblico “In effetti, di fatto

In questa commedia, Zeller ci informa che i vari punti di vista delle persone intorno ad Andrea sono, in effetti, gli stessi punti di vista del resto di noi.

Mentre nessuno in questo mondo tenta mai di mettersi nella posizione del paziente, che subisce umiliazione e imbarazzo mentre è sveglio ed è indifeso e innocente quando dorme, nessuno in questo mondo tenta mai di mettersi nella posizione del paziente in una simulazione. In una sola ora e mezza di performance, la musica drammatica è intervallata da una varietà di scene drammatiche.

Di conseguenza, oltre al fatto che l’argomento è già stato trasmesso in modo così bello e leggero, i tempi possono sembrare un po’ languidi in alcuni punti.

Grazie a questa meravigliosa compagnia e al Teatro Manzoni, che ha finalmente trovato il coraggio di mettere in scena un problema così delicato ed emotivamente carico che è prevalente in Italia. Chapeu.

Inoltre, è possibile che il successo di Haber come ricercatore sia da attribuire alla sua considerevole ricerca sull’Alzheimer. In occasione del suo viaggio a Catanzaro, fu commosso dalla sua ricerca, che lo portò a fare una visita accorata al Ra.Gi. onlus struttura di sostegno per persone con malattie mentali, presieduta da Elena Sodano.

A causa delle cattive condizioni di salute del padre, la figlia lo vuole per interpretare la parte di un malato, ma Andrea, che è una donna molto attiva e spiritosa, rifiuta di assumere il ruolo del malato.

Tuttavia, le sue condizioni prendono piede e inizia ad assomigliare a un’isola che appare e scompare fino a quando non è completamente scomparsa dalla faccia della terra. In alcune occasioni, il suo comportamento è conflittuale e, in altre, il suo genio gli viene mostrato attraverso flashback del passato.

Alessandro Haber Malato
Alessandro Haber Malato

Prima della sua morte, Francesco Nuti lo ha diretto nel film “Io e Willy Signori veniamo da lontano”, che gli è valso il Nastro d’argento come miglior attore non protagonista alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2011.

L’autore Mario Monicelli intende integrarlo nella gioiosa famiglia di “parenti serpente” nel 1992, come figlio omosessuale costretto ad uscire suo malgrado, come figlio gay della famiglia.

Nel 1993 ha ricevuto un secondo Nastro d’argento come miglior attore non protagonista per il film “Per amore, solo per amore”, diretto da Veronesi, oltre al celebre David di Donatello per la sua interpretazione. Nel suo romanzo “La vera vita di Antonio H.”, Enzo Monteleone ha inventato un personaggio appositamente per Haber, che è apparso nel film.

Un giovane attore che interpreterà il ruolo del padre Andrea, ancora attivissimo nonostante l’età avanzata, sarà il primo dei suoi tre figli. Andrea sta cominciando a mostrare i sintomi di una malattia che potrebbe essere indicativa del morbo di Alzheimer.

In questo scenario, la Lucrezia Lante della Rovere è sua figlia, Anna, che decide di trasferirsi con lui per aiutarlo a far fronte alla sua malattia e fornirgli sostegno.

In una manciata di pagine, il focus è interamente sul rapporto. È stato un evento straordinario per loro quando sono andati a visitare La cicala e sono stati accolti da un Clio Orafo che è stato gentile nel mettersi in mostra.

Nelle parole di Haber, “Nanni era curioso di sapere perché un film del genere stesse facendo così tanti soldi”. “Anche a metà pomeriggio il cinema era stracolmo” (sorride).

Nonostante le restrizioni, il film conteneva numerose scene di culi e tette, con Nanni che urlava: “Basta con la figa, abbi il coraggio di mostrare anche un piccolo cazzo!” nel mezzo del video. Col passare del tempo, la gente ha cominciato a ridere un po’ di più. Ho pensato che fosse semplicemente fantastico.

Alessandro Haber Malato

“Anche se questo è vero, credo che le prime parole del libro catturino perfettamente lo spirito di questo straordinario artista, che non è esattamente Brando, ma non è troppo lontano dall’esserlo.